Parkour

La parola “parkour” deriva dal termine “parcours du combattant” (percorsi di combattimento), i percorsi ad ostacoli ai quali si sottoponevano le forze militari francesi . Nel nostro caso, il percorso si snoda in ambiente principalmente urbano (ma non necessariamente), attraverso ostacoli che comunemente incontriamo nelle nostre città.

Sia l’architettura del luogo sia il background dei praticanti influenzano il modo in cui il singolo tracciatore interpreta lo spazio: un ginnasta sarà portato maggiormente a includere flip e acrobazie nel proprio percorso, un altro, magari formato nella pesistica, potrebbe preferire movimenti di potenza;  è quindi un’arte “aperta”, ossia non legata a canoni specifici e a set rigidi e determinati di movimenti.

L’idea fondamentale è quella di muoversi tra gli ostacoli con grazia, intelligenza e dinamicità, adattandosi all’ambiente e rileggendolo in maniera creativa, esprimendo sé stessi attraverso il movimento.

Alla base del Parkour vi è la presa di coscienza della propria fisicità, l’attitudine a mettersi alla prova e la volontà di migliorare sia il proprio corpo che la propria mente. Non è quindi una disciplina indirizzata alla spettacolarità, ma lo diventa per il fatto che ognuno di noi rimane affascinato da un traceur che con efficienza, velocità e creatività percorre il suo tracciato.

“Essere forti per essere utili” è il motto portato avanti dai praticanti di Parkour.

Istruttore: Riccardo Flora

Orario

Mercoledì 20,45 – Venerdì 20,30